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Tredicina 2019 Programma 1-13 Giugno

Appuntamenti, celebrazioni ed eventi della Tredicina di Sant'Antonio 2019 con i Frati Francescani Conventuali a Camposampiero

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I Tredici Martedì di Sant'Antonio

Presso il Santuario antoniano "della Visione" a Camposampiero celebriamo i tradizionali 13 martedì in preparazione alla festa del Santo

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La Voce dei Santuari Antoniani

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Il santuario della visione
Il santuario del Noce

La cella della Visione

 
La cella della Visione

Nella sua breve permanenza a Camposampiero, s. Antonio dimorò in una cella del piccolo convento. Qui Antonio  trascorse molte ore in preghiera, scrutando la Parola di Dio e raccogliendosi in profonda contemplazione. Una tradizione degna di fede vuole che il Santo, mentre si trovata assorto in preghiera in questa cella, abbia avuto la grazia di vedere e accogliere fra le braccia il Bambino Gesù.
Cellatot-pIn questo romitorio, il venerdì 13 giugno 1231, poco dopo il mezzogiorno, frate Antonio colpito da improvviso collasso e sentendo vicina sorella morte, chiese e ottenne dai suoi frati di essere condotto a Padova. Da qui un carro trainato da buoi, secondo il biografo, trasportò il Santo fino all’Arcella dove, vittima di un secondo collasso, spirò fissando gli occhi al cielo ed esclamando: “Vedo il mio Signore”.
Per questo, dopo la sua morte i frati e gli abitanti del luogo vollero conservare questo luogo benedetto dalla presenza del Santo.
Nel corso degli anni la primitiva chiesa di S. Giovanni Battista e il vicino convento ebbero vari rifacimenti e ampliamenti, ma verso il luogo della Cella ci fu sempre grande venerazione e attenzione a custodirlo.
La costruzione, pur con qualche ritocco, tenne sempre quelle dimensioni di stile francescano, umile, povero ed essenziale.
Nel 1431 la nuova chiesa voluta dal Conte Gregorio V di Camposampiero si presentava dignitosa, così pure il convento strutturato in due piani e fornito di chiostri, uno dei quali confinava con la chiesa.
Volendo procedere a una nuova manutenzione, nel 1861 la chiesa venne in parte demolita e anche il chiostro; la Cella, rispettata nella sua parte essenziale, venne rivestita con stucchi di stile barocco per renderla più pulita e accogliente.
Costruendo l’attuale chiesa (1906), la Cella fu incorporata e trasformata in cappellina che i fedeli possono visitare per raccogliersi in preghiera.
Nel 1924, su progetto dell’arch. Ladini di Padova si volle riportare questo sacro luogo in una forma più originale, togliendo gli stucchi e lasciando i mattoni a vista.
Un nuovo e più completo restauro ebbe luogo nel 1995; la Cella ha ripreso anche nella parte inferiore un’impronta più medioevale. La rimozione degli intonaci ha fatto emergere nelle pareti degli archi che sembrano indicare un legame con il vecchio convento e chiostro. Durante i lavori di ristrutturazione e riparazione infatti sono venuti alla luce alcuni resti di fondamenta della chiesetta primitiva adiacente alla Cella del Santo e risalente alla fine dello scorso millennio. E’ ciò che si può vedere ora attraverso il vetro posto sul pavimento.
CellaSup-pOggi, la Cella della Visione si presenta ai devoti e ai pellegrini in tutta la sua sobrietà e semplicità francescana.
A destra una finestrella e al centro sta la tavola di Andrea Vivarini da Murano (1486) che ritrae la figura intera di s. Antonio con i simboli consueti del giglio e del libro, lo sguardo affettuoso e rassicurante. Secondo la tradizione si tratterebbe della rozza tavola di pioppo che serviva da giaciglio al Santo durante la sua permanenza nel convento di Camposampiero. Essa è difesa da una grande cornice con cristallo per impedire l’indiscreta devozione dei fedeli che, in passato, asportarono molti frammenti di questa “reliquia antoniana”. E’ costante tradizione che il Santo, riposando sopra di essa, vi abbia lasciata impressa la propria effigie, ripresa dal pittore Andrea da Murano al principio del XVI secolo
A lato un mattone del 1600, modestissimo ex voto rinvenuto nella cella del Santo, su cui sta inciso: “Nicolò per amor di grazia”.
Nella parte inferiore, nella parete di fondo, una nicchia per l’esposizione delle reliquie del Santo.
Sul pavimento attraverso un vetro si può osservare parte dell’antico pavimento del 1700 e più in profondità, alcuni mattoni delle fondamenta dell’antica Cella.
 

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